L’omicidio della quindicenne Martha Moxley nel 1975, il processo contro Michael Skakel, l’annullamento della condanna e il caso ancora irrisolto.
La sera del 30 ottobre 1975, la quindicenne Martha Moxley uscì nel quartiere di Belle Haven, a Greenwich, nel Connecticut. Il giorno seguente il suo corpo venne trovato sotto un albero, nella proprietà della famiglia. Era stata uccisa con violenti colpi alla testa.
Sulla scena furono recuperati la testa e due frammenti dell’asta di un ferro 6 da golf Tony Penna. Secondo gli atti processuali, l’arma proveniva da un set appartenuto alla madre della famiglia Skakel, che abitava di fronte ai Moxley. La parte dell’impugnatura non fu mai ritrovata.
L’indagine non portò subito a un arresto. Per circa venticinque anni il delitto rimase senza un imputato, mentre testimonianze, alibi e piste differenti venivano riesaminati. Il caso acquistò una risonanza nazionale anche per i legami della famiglia Skakel con i Kennedy.

Martha Moxley: l’arresto e la condanna di Michael Skakel
Nel gennaio 2000 venne arrestato Michael Skakel, vicino di casa di Martha e, come lei, quindicenne all’epoca dell’omicidio. Il processo si aprì nel 2002. L’accusa presentò un quadro soprattutto indiziario, comprendente le dichiarazioni di persone che sostenevano di aver ascoltato da Skakel frasi compromettenti durante il periodo trascorso alla Élan School.
Non esisteva però un testimone oculare dell’omicidio e il caso non disponeva di una prova forense capace di collocare direttamente Skakel sulla scena. La giuria lo dichiarò comunque colpevole il 7 giugno 2002. Nell’agosto successivo ricevette una condanna da vent’anni all’ergastolo.
Skakel contestò sempre la responsabilità. I suoi ricorsi aprirono una lunga battaglia sulla qualità della difesa ricevuta al processo e su un possibile testimone a sostegno del suo alibi.
L’annullamento della sentenza e il caso irrisolto
Nel 2013 un giudice concesse a Skakel un nuovo processo, ritenendo inadeguato il lavoro del suo avvocato. Dopo oltre undici anni di detenzione, l’uomo venne liberato su cauzione. La Corte Suprema del Connecticut ripristinò la condanna nel 2016, ma nel 2018 cambiò nuovamente decisione.
La corte stabilì che la difesa non aveva svolto accertamenti sufficienti su Denis Ossorio, indicato come testimone importante per l’alibi. La condanna venne quindi annullata e fu ordinato un nuovo processo. Nel 2019 la Corte Suprema degli Stati Uniti rifiutò di esaminare il ricorso dello Stato.
Il 30 ottobre 2020 la procura annunciò che Skakel non sarebbe stato processato nuovamente, perché non riteneva possibile dimostrare l’accusa oltre ogni ragionevole dubbio. L’imputazione venne ritirata. La decisione non individuò un altro responsabile: oggi non esiste una condanna valida per l’omicidio di Martha Moxley e il caso rimane giudiziariamente irrisolto.